24° anniversario Strage di Bologna: si faccia luce sulle stragi
(1 agosto 2004)
In occasione del 24° anniversario della Strage di Bologna, Azione Giovani chiede
ancora la verità sulle stragi che hanno insanguinato l’Italia a cavallo tra gli
anni 60 e 80.
“La sentenza della Cassazione che, il 17 dicembre u.s., ha
annullato le precedenti condanne nei confronti di Ciavardini, finora considerato
l’esecutore materiale della strage del 2 agosto dell’80, rimette in discussione
tutti i teoremi sulla strage – dichiarano Giorgia Meloni, presidente nazionale
di A.G. e Paolo Di Caro, vicepresidente nazionale di A.G.-. Vogliamo che sia
fatta chiarezza sulle stragi, da piazza fontana, a Ustica, alla stazione di
Bologna; vogliamo che si sappia la verità sulle pagine strappate della nostra
storia che qualcuno non ha il coraggio di riportare alla luce”.
“La cosa che
fa riflettere è che mentre il processo Ciavardini riparte da zero per scarsità
di elementi, i suoi presunti complici nella Strage vedono immutata la loro
condanna – continua Alberto Spampinato, dirigente nazionale di A.G.-. Se non
sussistono elementi per condannare Ciavardini, che per la Strage si è sempre
professato innocente, chi è il colpevole della strage? L’annullamento della
condanna mina la discutibile costruzione giudiziaria fin qui portata
avanti”.
Domani 2 agosto, alle 19.30, in occasione dell’anniversario
della Strage di Bologna Azione Giovani presenterà a Catania, presso il caffè
libreria Tertulia (zona Teatro Massimo), il libro La strage di Bologna e il
terrorista sconosciuto. Il caso Ciavardini (autore Semprini). Introdurrà Alberto
Spampinato (dirigente Nazionale AG). Interverranno: Giorgia Meloni (presidente
nazionale di AG), on. Enzo Trantino (deputato nazionale AN), Luigi Ciavardini
(imputato nel processo per la strage di Bologna). Modererà il giornalista
Antonello Zitelli.
Giorgia Meloni
(presidente nazionale Azione
Giovani)
Paolo Di Caro
(vice presidente nazionale Azione
Giovani)
Alberto Spampinato
(dirigente nazionale Azione Giovani)
Segue altro Comunicato a cura di AG Catania :
2 agosto 2004 Caffè-libreria Tertulia (pressi Teatro Massimo)
Presentazione del libro “La strage di Bologna e il terrorista sconosciuto. Il
caso Ciavardini” di G. Semprini Introduce: Alberto Spampinato (dir. Naz. Azione
Giovani) Modera: Antonello Zitelli (Giornalista) Intervengono: Giorgia Meloni
(Presidente Nazionale Azione Giovani) On. Enzo Trantino Luigi Ciavardini
Due agosto 1980 ore 10,25. Un apocalittico boato squassa il lento
incedere del quotidiano di una Bologna estiva. Pochi istanti, la confusione.
E subito si inizia a delineare il drammatico quadro di quella che rimane una
delle pagine più sanguinose della storia d'Italia post-bellica.
Una
bomba posizionata nella sala d'attesa della stazione devasta la parte centrale
dell'edificio, causando 85 morti e 200 feriti. Immediati i soccorsi che
coinvolgono tutta la città.
Quello di Bologna è il solito inquietante clichè
delle stragi terroristiche a cavallo degli anni 70 e 80.
In un clima di
dolore e di sgomento, la particolarità che segna quest’episodio è l’immediato
indirizzarsi delle indagini verso i settori della destra extraparlamentare;
nonostante l’assenza di indizi, di prove o di riscontri.
Durante le fasi
giudiziarie, accompagnate da colpi di scena, pentiti, coinvolgimenti pesanti di
uomini chiave dei servizi segreti, la verità si fa sempre più confusa. I
principali indiziati della strage Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto
Cavallini, Luigi Ciavardini, Cristiano Fioravanti (legati all’esperienza del
gruppo armato dei NAR) e uomini collegati alla banda della Magliana,
continuassero a professarsi innocenti, tutti gli sforzi venivano continuamente
indirizzati verso quella direzione. E, in terzo grado, il Tribunale giungeva a
condannare Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini. Il processo
sembrava così chiudersi, in attesa di una definizione conclusiva della posizione
del presunto esecutore materiale della strage Ciavardini, all’epoca dei fatti
minorenne,e considerato fino ad allora il più sanguinario stragista, il
terrorista dei terroristi. Invece…
Il 17 dicembre 2004 una sentenza
della Cassazione penale ha annullato le precedenti sentenze di condanna nei
confronti di Ciavardini. Secondo la Suprema Corte, quello che il Tribunale aveva
considerato l’uomo più fidato dei NAR, il più freddo ed affidabile dei
terroristi, non lo era più con quella certezza che aveva sembrato
contraddistinguere i teoremi della Giurisprudenza che seguiva il Processo della
Strage.
Si riparte da zero. Non vi è certezza, né fondamento del fatto
che Ciavardini abbia posizionato quella bomba. E la cosa non stupisce proprio
tutti. Da anni c’è chi si batte per l’innocenza degli imputati nel processo. E
l’appoggio alla campagna per l’innocenza è trasversale. Al comitato “Se fossero
innocenti?” hanno aderito diverse personalità della destra, degli ambienti
legati al partito Radicale e alla sinistra. Persino Soccorso Rosso si batte,
offrendo assistenza agli imputati. Nonostante il percorso di sangue che
accompagna l’esperienza degli imputati nella lotta armata degli anni 70 in
Italia, la tecnica della strage non rientra nella tipologia dei loro crimini.
Crimini che, tra le altre cose, i NAR hanno immediatamente e totalmente
confessato e per i quali pagano con diverse condanne all’ergastolo.
La
battaglia per la revisione del processo da parte degli imputati è una battaglia
per la verità, e non un modo per attenuare la pena, che ben poco cambierebbe
viste le attuali condanne.
A gettare benzina sul fuoco del processo,
contribuì negli anni 90 persino Francesco Cossiga (nel’80 Ministro degli
Interni) che dichiarò che tutte le accuse nei confronti della Destra venivano
dai servizi segreti, dagli stessi personaggi che successivamente risultarono
corrotti e coinvolti in numerosi depistaggi. Come in tutte le vicende più gravi
della nostra storia i servizi deviati hanno avuto un ruolo pesante e
determinante per l’insabbiamento della verità.
Dopo 24 anni chiediamo
giustizia. Chiediamo che a prevalere sia la verità, e non la volontà di giungere
a conclusioni di comodo. E che al sangue che ha segnato la storia della nostra
Italia non si aggiunga l’infamia delle verità negate.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| comunicatobologna.doc | 21 KB |
- Login o registrati per inviare commenti