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M.O.: LA RUSSA, SOTTO I RAZZI FAREMMO TUTTI COME ISRAELE
L'Italia è pronta a un eventuale invio di uomini nella Striscia di Gaza qualora l'Onu decidesse di intervenire in Medio Oriente con una forza internazionale di interposizione?
"Sono decisioni che appartengono ai governi. Posso dire che dal punto di vista tecnico e militare non ci sono problemi, i nostri soldati hanno apprezzamento ovunque. Dal punto di vista politico, non spetta a me prendere decisioni di questo tipo, ma non mi sembra che in questo momento ci siano segnali, ipotesi di invio di truppe internazionali, almeno nel contesto attuale di non cessate il fuoco".
È questo il momento della diplomazia e basta?
"Un intervento prima del cessate il fuoco è una decisione che non spetta al ministro della Difesa ma agli organismi internazionali. Il ministero in questo caso è un semplice esecutore. I nostri uomini sono in grado di fare qualunque cosa. È un problema di opportunità e di scelta".
Come valuta la reazione italiana al conflitto? Ci sono molte critiche al governo per una posizione giudicata troppo fiioisraeliana e manifestazioni in cui si bruciano bandiere di Israele.
"Mi sembra grave che alcune formazioni politiche di sinistra partecipino a manifestazioni contro Israele che hanno portato a bruciare vessilli. E' una pratica che ho sempre condannato. Anche quando l'Unione Sovietica invadeva l'Ungheria non ricordo bandiere russe bruciate da noi ragazzi che avevamo diritto di manifestare per la libertà di quei popoli. Questa manifestazione di antiamericanismo e antisraelismo è un'offesa anche agli italiani, per un accostamento di quei simboli alla bandiera italiana".
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Su Alitalia, il responsabile delle Infrastrutture ritiene un capitolo chiuso la trattativa sulla nuova compagnia. "Ritengo di sì - dice - se è vero che il 98% dei dipendenti ha firmato, compreso quelli più riottosi. Anche il caso di Alitalia è un esempio di successo e anche di coraggio dell'imprenditoria".
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La Russa ha evidenziato poi che "siamo noi in difetto, dobbiamo ammettere le nostre colpe con chiarezza, siamo inadempienti, perché ci troviamo in ritardo sui tempi previsti. Andrà tutto bene appena il Parlamento avrà fatto il suo lavoro: deve rendere ancora definitivamente esecutivo l'accordo di Amicizia e Cooperazione firmato alla fine di agosto con la Libia".
"Io non dispero. Credo che questa sia una fase transitoria. E se vogliamo comprendere - ha aggiunto la Russa - gli episodi di questi giorni dobbiamo cercare di entrare nella mentalità libica. Bisogna mettersi dalla parte dell'interlocutore, che ha un modo di affrontare iproblemi diverso dal nostro. E' interesse dei libici avere buoni rapporti. Me lo ha assicurato l'ambasciatore di Tripoli Hafed Ghaddur, il quale manifesta tutta la sua buona volontà".
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PENSIONI: SALTAMARTINI, POCO EUROPEI? NON E’ COLPA DELLE DONNE
"Secondo Facci - afferma la parlamentare - la mancata parificazione pensionistica tra i due sessi consoliderebbe la posizione delle italiane nella ‘retroguardia' europea. Si tratta di una provocazione che ci dà il termometro esatto della dimensione culturale e politica del problema e che merita una risposta".
"E' vero, caro Facci - sostiene Saltamartini - che le nostre donne sono poco europee. Poco francesi, poiché qui da noi la maternità è ancora 'un peso' solo delle famiglie mentre nella nazione di Sarkozy è una risorsa a carico dello Stato. Poco tedesche, poiché in Germania esiste un piano infanzia degno di chiamarsi tale mentre nel nostro paese non ce n'è traccia. Poco scandinave, poiché le donne del Nord ricoprono posizioni apicali e quelle italiane sono relegate sempre in seconda fila".
"Quanto alla ‘specificità tutta nostra' - prosegue la deputata - rispetto al paradiso americano dove i coniugi sono intercambiabili ed equamente attivi nella cura familiare, attendiamo con fiducia che gli uomini italiani ci sollevino da questo primato, diventando anche loro un poco statunitensi".
Saltamartini conclude con "un plauso al ministro Renato Brunetta che, sull'argomento previdenza, ha chiarito oggi che prima di aumentare l'età pensionistica delle donne è necessario pensare alla parità fra i sessi nel mondo del lavoro. Una posizione che recepisce in pieno quanto da me chiesto da molto tempo come responsabile delle Pari opportunità di An".