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Bentornata libera, Italia!
Altro che pareggio, abbiamo vinto. E alla grande, su tutti i fronti. Alla Camera, al Senato. Anche a Porta a Porta. Vittoria schiacciante e tanti complimenti ai vincitori. Onore ai vinti. Alla fine la scelta di unire Alleanza Nazionale e Forza Italia si è rivelata vincente, con il ben servito a tutti quelli che non hanno voluto aderire, non si sa per quale motivo, per quale obiettivo. Credo siano state queste elezioni importante, se non storiche, al di là del risulto per il PdL. Mi spiego. L’affermazione del Popolo della Libertà e, in misura molto minore, del Partito Democratico mettono immediatamente in evidenza una verità: in Italia si è formato un vero bipolarismo. Finalmente. Si è formato con una delle leggi elettorali più odiate nella storia repubblicana. Per la prima volta in parlamento siedono pochissimi gruppi: 6 alla Camera e 4 al Senato. A Veltroni il merito di aver fatto da apripista. Poi però si è imbarcato Di Pietro e i radicali e la novità si è andata scemando. Comunque non credo che il Pd poteva fare di più: ha perso, amaramente, con dignità. La rimonta tanto sbandierata non esisteva né in cielo né in terra. Tantomeno nelle urne. Un bipolarismo creato dagli stessi elettori che hanno bocciato le battaglie più o meno identitarie dei piccoli. L’UdC è riuscita ad entrare anche al Senato, ma se Casini non la finirà con l’attaccare Berlusconi e il PdL i risultati del suo partito saranno progressivamente calanti. Storace e la Santanchè che hanno rincorso l’identità sbiadita di una destra che ha fatto storia ma, oggettivamente, superata dal tempo, hanno strappato uno striminzito due virgola qualcosa. Qualche voto lo avranno hanno rubato ad An ma, se sono i risultati che contano, non abbastanza da arrivare in Parlamento. Sintomo che la loro battaglia è piaciuta a pochi. Lasciatemi, infine, spendere qualche parola su un dato che segna una rivoluzione non solo politica ma anche culturale. In questo Parlamento non siederanno comunisti. Per me è una goduria e, onestamente, non sono preoccupato la democrazia di questo Paese. Qualcuno, infatti, si è affrettato a dirsi assillato al pensiero che non ci sarà una rappresentanza della sinistra radicale. Una democrazia funziona se le regole sono chiare: chi non supera il 4% alla Camera e l’8% al Senato non ha rappresentanza parlamentare. Gli elettori hanno relegato la Sinistra Arcobaleno al margine delle forze politiche. Stop. Dobbiamo immaginare che tornino a buttare molotov nelle sezioni avversarie? Voglio sperare e credo di no.
Al Cavaliere e a Fini niente da dire. Ci hanno regalato una soddisfazione. Ora devono regalarci un governo all’altezza perché non si può sbagliare.
Noi invece continueremo la nostra militanza, iniziando a dare forma ufficiale a questo nuovo soggetto politico nato dalle urne. Dovremo lavorare per dare forma e puntualizzare la sostanza. Una sfida e un impiegno che dobbiamo portare a termine. Non aggiungo più niente se non una parola dopo le tante di una noiosa campagna elettorale: auguri! A tutti gli italiani. Liberi.
- blog di Vox Populi Salerno
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