Convegno e mostra su foibe ed esodo: esuli commossi, Brindisi c'è!
Brindisi, 20.2.’05
Si è tenuto sabato sera u.s., nella splendida e storica
cornice del medioevale Bastione di San Giacomo, dove già da Venerdì erano state
allestite due importanti mostre fotografiche curate dal “Comitato 10 Febbraio”
sulla tragedia delle foibe e sull’esodo istriano-giuliano-dalmata, il convegno
organizzato dalla presidenza provinciale di Azione Giovani e che ha avuto il
sostegno dell’associazione culturale Area e dell’Ades, l’associazione degli
esuli istriani e giuliano dalmati
.
Dopo il saluto del
Presidente Provinciale di AN , Sen. Euprepio CURTO, e l’introduzione di Luca DE
NETTO, Presidente di AG, il pubblico è stato intrattenuto dalla relazione di
Alessandro FUSCO, responsabile ADES , relazione intervallata dalla proiezione di
due filmati, uno sulle foibe, - con immagini d’epoca sui ritrovamenti ad opera
dei vigili del fuoco che, la dove possibile, si sono calati nei profondi
cunicoli per recuperare centinaia di salme, mentre per altre la foiba stessa è
diventata sepolcro - , l’altro filmato vertente invece sull’esodo, con immagini
delle navi cariche di masserizie dirette nei porti italiani, con toccanti scene
di saluto alla propria terra che in massima parte nessuno ha mai più
rivisto.
Grande commozione in sala, da parte di numerosi brindisini
originari delle terre d’oltre adriatico, commossi sino alle lacrime alla visione
dei filmati, e alle parole dei sopravvissuti li presenti, ai quali è stata data
la parola, più veritiera della lettura di cento libri
sull’argomento.
Foltissima la platea istituzionale, dal Sen. SPECCHIA
all’Assessore Regionale all’Ambiente SACCOMANNO, dal Capogruppo di AN al Comune
di Brindisi OGGIANO al Presidente del Consiglio Comunale DI DONNA, al Segretario
Provinciale UGL SAPONARO, ai Consiglieri Comunali di Brindisi MODUGNO, di Oria
GRECO, di Carovigno LANZILLOTTI, al Presidente della Circoscrizione Centro
SCHIFEO. Unico assente il Sindaco MENNITTI, impossibilitato a partecipare per
cause di forza maggiore, ma che ha inviato un messaggio di saluto ai
partecipanti.
Conclusioni di Cesare MEVOLI, che ha ricordato come “La
destra ed in particolare il mondo giovanile e le diverse associazioni culturali
di area, si siano battute per anni, con centinaia di firme raccolte, affinchè
questa tragica pagina della nostra storia nazionale potesse uscire dall’oblio
interessato in cui è stata tenuta per oltre sessanta anni, e per chiedere
l’intitolazione di una strada ai martiri delle foibe: per somma beffa e ad
oltraggio nei confronti di quei tragici fatti, e per mettere a tacere le
richieste di AREA, la passata amministrazione di centrosinistra intitolò ai
Martiri delle foibe una via disabitata, alla estrema periferia del quartiere
Sant’Angelo, costeggiante il muro di cinta del canale Patri. Su tale battaglia,
ha proseguito, “noi non molleremo, sino a quando non sarà fatta giustizia, e non
sarà data dignità ai caduti con l’intitolazione di una via centrale”.
In
particolare Mevoli ha concluso ricordando come la Patria, tanto amata dagli
esuli, sia stata “matrigna” nei confronti di questi nostri fratelli, dando si
loro un’alloggio popolare, dopo averli tenuti per anni nei campi profughi,
dandogli un posto preferenziale in graduatoria nei concorsi pubblici, ma di
fatto stendendo un velo sulla loro tragedia, sui tanti scampati per miracolo,
sui tantissimi mai più tornati.
Il Presidente Provinciale di AG, Luca De
Netto, ha poi tenuto a precisare come da sempre la Provincia di Brindisi abbia
avuto un ruolo di vicinanza agli esuli di Istria e Dalmazia, divenendo luogo di
accoglienza nel dopoguerra presso il collegio navale Tommaseo, fondando
l’istituto nautico “Carnaro” a loro dedicato, e che il mondo giovanile
brindisino abbia da sempre insistito sull’argomento, tanto che il sito sulle
foibe più completo è una creazione di un ragazzo di AG della provincia.
La
manifestazione si è conclusa con i ragazzi di Azione Giovani che hanno intonato
il ritornello di un’amatissima canzone di musica alternativa, facendo risuonare
nell’antica struttura medioevale “E noi siamo ancora qui, per ricordare, e noi
siamo ancora qui, per chi vuol dimenticare…”, mentre gli esuli, fortemente
commossi e con il volto rigato dalle lacrime, ringraziavano gli organizzatori
per l’iniziativa.
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