E' finita


«Il Senato non approva». Sono queste le parole del requiem del governo Prodi. Sono queste le parole che segnano la fine dell’esperienza del peggior governo della Repubblica italiana. È finita, così, è finita. Aprite le danze, festeggiate: Prodi non c’è più! Assistiamo contenti alla sua disfatta: 161 voti contrari alla questione di fiducia posta dal prof. Mortadella sulla sua maggioranza. Ora Prodi deve andare a casa! Col capoccione basso si reca al Quirinale, a dimettersi, finalmente, dal presidente Napolitano. Ma sì, che vada all’inferno, che crepi con tutti i comunisti. Siamo stati due anni, due lunghi, lunghissimi, interminabili anni ad aspettare questo momento. Per due anni il suo faccione ci ha fatto prima ridere per quanto era ridicolo, poi piangere per quanto era insulso: le sue tasse, le sue buffonate, le decisioni prese sotto il diktat dell’estrema sinistra. Ormai era un personaggio di una farsa grottesca, senza personalità, senza dignità. È meglio che sia finita, per lei e soprattutto per gli italiani.

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