Francamente ammastellato
È mattina. Sono intento nella quotidiana operazione di rasatura della barba, accendo la radio ed ascolto l’ultima: «la moglie di Mastella agli arresti domiciliari». Mi direte: «chi se ne frega». Concordo pienamente, meglio a lei a che me, in fin dei conti. Il radio tg continua: «Mastella annuncia le sue dimissioni». Penso: «me ne farò una ragione, anzi magari lo segue tutto l’esecutivo e questa mattinata acquisterà un piacevole significato». Poi trasmettono il discorso dell’ormai ex ministro. Mastella dice al Parlamento di lasciare il suo incarico, di essere ostaggio della magistratura. Tutta l’assemblea applaude, dimenticandosi le rivalità. Ora, non vorrei dire, ma se il ministro della Giustizia si sente minacciato dai giudici, immaginatevi un povero cittadino. Facciamo un po’ di chiarezza e affrontiamo la questione con la serietà che la situazione ci impone (può sembrare sarcastico ma non lo è). In Campania – sì, sempre qui da noi- è in corso un'inchiesta mica da ridere: è in ballo l'appalto per la costruzione di un ospedale. Secondo le accuse, l'Udeur – il partitino di Mastella - avrebbe intrallazzato per favorire certi amici. Cioè amici, per favorire il consuocero dei coniugi Mastella. Nel casino è implicata anche la sig.ra Sandra Lonardo Mastella.
Il Guardasigilli, dato che sua moglie è nei guai giudiziari, decide di rassegnare le dimissioni perché si ritiene ostaggio della magistratura. In effetti, anche Mastella viene indagato. Scatta la solidarietà di tutti i politici. Va capita, fondamentalmente. L'accusa è di quelle che sfidano il paradosso: concussione ai danni di Bassolino. Nella vita succede di tutto, ma all'idea che Bassolino, il responsabile dell’oceano di monnezza che ha inghiottito Napoli e la Campania, sia vittima di qualcuno scappa da ridere.
Forse l’Italia ha toccato il fondo della vergogna in cui è precipitata: in un Paese che ha la presunzione di definirsi democratico un ministro di Grazia e Giustizia non può dirsi ostaggio dei giudici, in un Paese che ha la superbia di dirsi libero non si può vietare al Papa di parlare, in un Paese che ha l’immodestia di dirsi civile non si può permettere a Bassolino di rimanere Governatore della Campania. Abbiamo raggiunto il limite massimo del ridicolo. Ah, dimenticavo, Prodi è ancora al governo…ne vedremo delle belle.
- blog di Vox Populi Salerno
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