Giorgia Meloni sulla strumentalizzazione messa in atto sulla diatriba fascismo - antifascismo
Carissimi,
credo che a nessuno di voi sia
sfuggito il tentativo di strumentalizzazione messo in atto sulla antica
diatriba fascismo-antifascismo ai danni di Azione giovani, anche per
qualche nostra ingenuità.
Ero convinta che il comportamento di
migliaia di ragazzi nell’incontro con il presidente Fini ad Atreju
avesse rivelato alla politica e al mondo dell’informazione qualcosa di
più del nostro modo di essere e di pensare. Così non è stato. Così non
si è voluto che fosse.
Ritengo dunque opportuno intervenire, anche per non essere
ingiustamente attaccati in nome di cose né dette né pensate.
Non cadete nel tranello. Siamo stati e restiamo gente che crede nella
libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella giustizia.
Siamo quelli che ogni giorno consumano i migliori anni della propria
gioventù per difendere questi valori, al punto che se oggi qualcuno si
mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in
altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori
sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di
chi ha combattuto il fascismo.
Certo, c'è stato anche un antifascismo "militante" in nome del quale
sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti, sono stati
infoibati vecchi, donne e bambini, sono stati eliminati ragazzi di
sedici anni che avevano come unica colpa quella di far parte della
nostra organizzazione. Certo, ancora oggi, in nome dell’antifascismo
"militante" ad alcuni di noi viene impedito di andare a scuola,
all’università, al cinema.
Si tratta della mia obiezione ed è la stessa di Gianfranco Fini che, ad
Atreju, ha operato questa distinzione, parlando di un antifascismo
democratico e uno non democratico, ovvero di una parte di questo
fenomeno nei cui valori ci riconosciamo e di un'altra parte le cui
gesta sono distanti anni luce dai principi nei quali crediamo (e nei
quali dovrebbe credere anche l'altro antifascismo). Noi rifiutiamo ogni
forma di violenza, oppressione e intolleranza.
Gianfranco Fini ha operato questa distinzione senza soffermarcisi
perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto,
definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo
atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini
inconsapevoli. Sapeva di avere davanti gente piena di dignità, giovane
e matura nello stesso tempo. Ed è quello che siamo.
E allora guai a offrire pretesti a una sinistra terrorizzata
dall'impossibilità di utilizzare ancora contro di noi quella carta jolly
rappresentata dall'accusa di fascismo. Guai a farci mettere ancora
sotto accusa da chi, per storia, ha decisamente poche lezioni da
offrire. Così da poter essere finalmente noi a chiedere conto del
perché, ancora oggi, non una parola di solidarietà venga spesa dai
sedicenti democratici quando i ragazzi di Ag vengono aggrediti o le
loro sedi date alle fiamme.
E adesso, per favore, basta.
Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Mi rivolgo a
tutti, dentro e fuori da Azione Giovani, dentro e fuori da An, dal Pdl,
da Montecitorio, dalla politica italiana intera. Pietà! Siamo nati a
ridosso degli anni ’80 e ’90, siamo tutti protesi anima, cuore e testa
nel nuovo millennio. Dobbiamo respingere insieme questo tentativo di
rinchiudere quella meravigliosa gioventù che svolgeva poche ore fa la
più grande manifestazione giovanile d’Italia in uno spazio angusto di
quasi cento anni or sono. Ragazzi, stiamo vincendo e questo non va giù
a una sinistra sempre più priva di risposte concrete e suggestioni
efficaci. Che ha completamente perso il contatto con la nostra
generazione e ora cerca di costringerci all’interno di una galera
civile per evitare che il nostro amore possa continuare a contagiare
altri giovani italiani.
Non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo, e non intendo
farlo ancora. Voglio fare altro, occuparmi di questo presente e di
questo futuro. Come ognuno di voi, voglio fare politica nell’Italia di
oggi, per dare una speranza all’Italia di domani.
Tutto il resto è noia.
Giorgia Meloni
Lettera pubblicata nella homepage del sito di Azione Giovani il 17 settembre 2008
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Non vedo nulla di male nelle
Non vedo nulla di male nelle accuse di fascismo. Riconosco, però, l' ignoranza di coloro che vi danno del "fascisti" poichè tale movimento, si basava su una cosa essenziale: il CORPORATIVISMO. Come potete essere accusati di fascismo se siete degi (ultra) liberali? Non lo so...
Signor Ministro, mi trovo comunque d' accordo con lei riguardo la strumentalizzazione che ci può essere riguardo l' argomento. Però, signor Ministro, non dimentichi che se voi fi AG, vi difendete da queste accuse, ci sono anche persone e ragazzi sopratutto che incassano l' accusa con orgoglio ed onore e che si trovano ogni giorno ad affrontare sia nella scuola che fuori, una realtà di completa emarginazione che non fa onore ad uno stato sedicente "democratico".
Fascismo e l'emancipazione della donna
Non solo è così triste vedere, ancora ai nostri giorni, il tentativo demagogico delle sinistre di identificare il fascismo con le leggi razziali, ma fa, inoltre, sorridere il fatto che le sinistre non hanno mai ricordato il Fascismo come il più grande fautore dell'emancipazione della donna.
Paolo Raeli.
strumentalizzazione in atto sul fascismo - antifascismo
approvo in pieno ciò che è stato detto nei due commenti,ed è ciò che penso e provo pure io (se pur solo alle prime armi), e penso che sia pure ciò che pensa la comunità militante di AZIONE GIOVANI.
facismo - antifascismo.
Cara Giorgia, Cari Iscritti di Ag,
Condivido quello che hai scritto e ritengo come Tu scrivi che ci sia stata una strumentalizzazione, Però ritengo che questa volta lo sbaglio di comunicazione (fuori tempo) sia stato fatto da autorevoli nostri esponenti (La Russa e Alemanno). Le loro dichiarazioni hanno creato un turbinio di dichiarazioni e contro dichiarazioni che francamente nessuno ne sentiva l'esigenza. Io abito in una zona "rossa" e dove di infoibati ne sappiamo qualcosa ( abito in provincia di Gorizia) e conosco personalmente reduci della RSI e discendenti di infoibati e conosco anche molti reduci partigiani e figli di partigiani. Nelle mia zona di confine con la Slovenia è facile trovare famiglie separate dalla funesta guerra civile del dopo 8 settembre 1943.
Qualche famigliare e reduce della RSI si è un po' incazzato per le parole di Fini, ma per lo più hanno compreso che bisogna guardare avanti. Loro stessi negli anni '50 nel periodo della ricostruzione l'hanno fatto. Si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito un’ Italia diversa che ci ha dato gioie e dolori. Penso a quelle persone che costruivano in silenzio, avendo visto la morte in faccia , penso che il loro primo pensiero non era sono comunista o fascista, filo-americano o filo-sovietico, ma un altro: riusciremo a dare un futuro migliore ai nostri figli? In ogni caso i loro pensieri riguardavano l'azione concreta e poco le ideologie. Almeno per la gente comune.
Ed oggi cosa stiamo facendo? Adesso che molti di noi si accingono ad entrare nel PdL pensiamo ancora a categorie politiche che dovrebbero essere relegate allo studio della storia sociopolitica?
Io onestamente non sono anti-fascista nel mio intimo e la storia la conosco bene, però ritengo che bisogna essere concreti e pensare ai problemi che attanagliano il presente ed il nostro futuro. Pragmatici nell'azione politica, sociale ed economica e se vogliamo ideologici nello spirito.
Ritengo che bisogna cominciare a rispettarsi di più fra italiani lasciando le etichette a chi vuol creare il "divide et impera", cerchiamo il dialogo, il confronto, la sfida non l'odio politico che ha già fatto troppi danni.
Io parlo per me: il rispetto nella mia azione politica l'ho sempre ottenuto con i risultati e non con le diatribe storiche che non danno e non daranno da mangiare a noi ed ai nostri figli.
Sveglia! siamo nel 2008, solo con azioni concrete ed efficaci possiamo dimostrare quanto valgono i giovani di destra e farci rispettare, lasciamo ai "giovani comunisti" le diatribe sul Che su Marx e su Fidel, ammesso che lo facciano ancora.....e sanno chi essi siano.
Non so quanto sia utile il mio commento, ma da ex militante di Ag ( ora solo in An per limiti d'età) ho voluto dare un contributo alla discussione. Grazie per l'attenzione.
A.Marega
Monfalcone ( Gorizia)
A tutto c'è un limite
Gentile Ministro,
sono un ex-giovane di 33 anni, in passato dirigente del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani in provincia di Torino. Sono passati tanti anni da allora, da quando, per motivi che non sto qui a raccontare, abbandonai la mia passione politica per ritirarmi a "vita privata". Ma le polemiche restano le stesse. Ha ben ragione Lei a parlare di strumentalizzazioni da parte della sinistra. Si sa come sono fatti, attualmente, con il Governo con percentuali di fiducia bulgare ed inedite per la Repubblica italiana, qualcosa dovevano pur inventarsi. Però non dimentichiamo che le polemiche e le successive strumentalizzazioni partono sempre dalle parole del leader di Alleanza Nazionale.
Ora io dico: passi il riconoscimento dei "mali" del fascismo, doverosa la condanna delle leggi razziali (solo gli imbecilli possono non essere d'accordo su questo punto), passi la richiesta di convincere tutti gli aderenti all'unica, vera, forza di destra italiana di massa sul fatto che occorra smettere di mitizzare la figura del Duce, analizzandone non solo le luci ma anche le ombre. Passi tutto. Una forza moderna e democratica DEVE compiere questi passi.
Ma poi ci deve essere un limite oltre il quale non serve andare, salvo finire per rendersi ridicoli, oltre ad offrire il fianco alle strumentalizzazioni. Basta con le abiure, basta con le condanne. Alleanza Nazionale è al governo di questo paese per la terza volta in quindici anni. I suoi leader hanno dato sufficienti garanzie democratiche. Alemanno è il Sindaco di Roma. A cosa serve continuare a dire cose in cui, in realtà, nessuno crede fino in fondo? Che bisogno ha Fini di arrivare a dichiarare il fascismo come male assoluto? O di dire che Noi, o meglio, voi, visto il mio appoggio solo morale ed elettorale, siamo/siete/dovete essere antifascisti? Certo, c'è il fatto che il caro Fini ha altri obiettivi che quelli di essere un leader di partito. Vuole la Presidenza del Consiglio e gli servono continue legittimazioni. Almeno, questo è ciò che lui crede. Ma non è così. Ora è Presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello stato. E nessuno, o quasi, ha detto che ciò costituisce un insulto alla democrazia. Fini era fascista, ora non lo è più. Stop.
Ciò che mi delude maggiormente è il fatto che Fini stia strumentalizzando tutti voi, amici, ragazzi che vivono oggi la stessa passione che vivevo io 10 anni fa.
Quando accadde tutto ciò che ben conosciamo, ossia il passaggio alla seconda repubblica, la fine del MSI, Alleanza Nazionale e l'alleanza con Forza Italia io non ero tra quelli che dicevano che stavamo commettendo un errore. No, ero, e sono, fortemente convinto che anche il partito unico stia nella logica delle cose. Lo vuole la gente, lo vuole una comune condivisione, salvo logiche sfumature, delle stesse prospettive per il futuro dell'Italia. Ma perchè abbandonare tutto? Anche il sogno, che personalmente ho sempre avuto e che credo sia condiviso anche da voi, di poter far sì che finalmente il periodo storico del fascismo (e quello successivo), siano analizzati senza pregiudizi ideologici? Senza che a scrivere quella parte di storia sia la sinistra? Parlare di cosa era realmente il fascismo (in un quadro storico, non di attualità politica), e di cosa fu realmente la Resistenza? Proprio nel momento in cui autori e storici di Sinistra, (vedi Pansa), stanno cominciando a raccontare la verità, perchè proprio noi (voi), dobbiamo invece dire che quello è un capitolo chiuso? Perchè dire che non possiamo non definirci antifascisti? Perchè dire che la Resistenza fu il bene assoluto, con tutto l'odio che si è portata con sè pur nel contesto di un fine condivisibile?
La prima volta che parlammo di foibe scatenammo un grande dibattito nazionale. Pochi sapevano cosa fosse accaduto. La storia negata, i politici di sinistra che parlavano di revisionismo stupido e fascista. Oggi tutti sanno cosa è accaduto. Quando è stata istituita la giornata della memoria ho goduto. Ho pensato che questa era una vittoria, una vera vittoria, per chi ha militato in un gruppo giovanile come il nostro. Perchè fermarsi? Perchè accettare la vulgata storica di sinistra?
Se qualcuno ha avuto la pazienza di leggere il mio sfogo lo ringrazio fortemente. Ragazzi, non mollate, non omologatevi, usate il cervello. E se i giovani di Forza Italia con cui dovrete presto convivere sono diversi da voi sappiate che questo è e sarà per voi e per noi, sempre un vanto.
Emiliano Lemma
Torino
Salve a tutti , sono un
Salve a tutti , sono un ragazzo di ventanni che da poco è entrato nel mondo della politica con molto interesse.
Mi ritrovo molto nelle parole di emiliano e sono d'accordo sul fatto che le strumentalizzazioni da parte della sinistra partano sempre da parole dette da fini.
Noi giovani dobbiamo combattere per le nostre idee fino in fondo e farci rispettare.
Andrea Artusio