Il Mastella furioso


Mastella: vogliamo il voto

Eccola lì. La notizia che non ti aspetti o che, per meglio dire, ti aspetti ma che non dici per scaramanzia: il governo potrebbe essere prossimo alla capitolazione. L’Udeur di Mastella, con il quale si è interrotto il rapporto amorevole in stile “nun ce lassam cchiù anema e cor”, lascia la maggioranza. Sembrano inequivocabili le parole dell’ex Guardasigilli: «lasciamo la maggioranza, é finita un'esperienza». Cavolo, e chi se l’aspettava da don Clemente! Il democristiano di coccio alla fine non ce l’ha fatta a sopravvivere tra comunisti di ferro: «Oggi dico basta e mi riprendo la mia autonomia di uomo, di politico di cittadino». Il Clemente furioso potrebbe davvero giocare un brutto scherzo al prof. Mortadella: «Noi siamo per le elezioni. Non e' prerogativa che tocca a noi, ma siamo per votare». Certo, potrebbe essere una mastellata, ma sentendo il mastino beneventano ci rassicuriamo: «se ci sarà da votare la fiducia al governo, voteremo contro. Ringrazio Romano Prodi per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se è stato drammatico». Certo bisogna andarci cauti, però la speranza rimane. Fondamentalmente, il paffuto Clemente aveva detto che si sarebbe dimesso da ministro della Giustizia e l’ha fatto, perché ora il Mastella incazzato non potrebbe rimettere in gioco tutto e mandare a casa Prodi? Forza Clemente, noi ci contiamo.

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