Iniziative Antiracket e antiusura


È giunta anche a Reggio l’ora della rivolta civile. Il coordinamento cittadino di Azione Giovani di Reggio Calabria esprime vivo apprezzamento e forte sostegno alla proposta di contrasto al racket e all’usura lanciata dal procuratore aggiunto della DDA Salvatore Boemi e subito accolta dal Sindaco Scopelliti, dal Presidente della Provincia Morabito e dai rappresentati del mondo del commercio.  La Giovane Destra reggina ritiene che il dibattito aperto negli scorsi giorni su questi temi dalle colonne di autorevoli quotidiani locali non debba spegnersi. È necessario, al contrario, che esso si arricchisca di nuovi e qualificati interventi ma, soprattutto, che i suggerimenti si trasformino in tempi brevissimi in azioni concrete e credibili da parte delle Istituzioni e delle categorie produttive.
In Sicilia qualcosa è già cambiato. L’offensiva alle organizzazioni criminali che taglieggiano commercianti e imprenditori e strangolano la libera esistenza di milioni di cittadini è pienamente in corso e pare, stavolta, trovare il consenso e la collaborazione di larga parte del ceto politico, imprenditoriale oltre che della gente comune. Denunce, arresti e condanne di personaggi fino a ieri padroni assoluti del territorio siciliano si susseguono a ritmo sempre più serrato e fioriscono nei centri dell’isola nuove e agguerrite associazioni antiracket. È di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia della costituzione in diversi comuni dell’isola da poco governati da uomini di Alleanza Nazionale ( Corleone, Villabate )  dell’associazione antiracket, antiusura, antimobbing, 'Legalità è Libertà', promossa dalle donne della Destra locale e aperta alla partecipazione di tutte le forze sane del territorio.
Anche in Calabria è ormai  indifferibile riaccendere la fiamma della speranza di poter sconfiggere, una volta per tutte, le piaghe del racket e dell’usura imposti dalle cosche mafiose. Azione Giovani aveva significativamente posto in cima al proprio programma per le elezioni amministrative dello scorso maggio il tema della denuncia di questi fenomeni, in contrapposizione alla rassegnazione che spesso pervade la cittadinanza. In particolare, guardando all’esperienza napoletana, ancor più collaudata del “modello Palermo”, la Giovane Destra continua a proporre che le Istituzioni diano supporto ai commercianti che vogliano dare vita ad associazioni antiracket di quartiere costituendo sportelli territoriali di denuncia e supporto alle vittime, facilitando l’accesso ai fondi di solidarietà statali, rafforzando e ampliando il progetto di educazione alla legalità anche alle scuole elementari e medie inferiori della città. È il momento, anche per la politica, di alzare il tiro e di assestare un colpo decisivo agli interessi economici e alla capacità della ‘ndrangheta di condizionare la vita economica e civile. Senza fazioni e strumentalizzazioni partitiche, tutti insieme, per il bene comune.