La fine di un italiano
Pubblichiamo un articolo dedicato a Sergio Ramelli
LA FINE DI UN ITALIANO
Sergio Ramelli. La
prima volta che ho letto questo nome è stato entrando per la prima volta nel
gruppo di Azione Giovani.
Pensavo fosse il nome di qualche dirigente del Msi
oggi scomparso , a cui era stato dato il giusto tributo. Ma evidentemente mi
sbagliavo.....Ramelli era un ragazzo come noi, semplice militante del Fronte
della Gioventù, che sospinto dalla passione, dagli ideali e dalla voglia di
fare, cercava di cambiare quel mondo che ai più sembrava malato, nel tentativo
di creare qualcosa di positivo e di conquistare qualche diritto, materia assai
rara in quei bui anni 70 .
Fu protagonista, suo malgrado, in un normale
giorno come tanti altri, di una violenza inaudita e fine a se stessa, colpito
ripetutamente da una cieca follia da 5 studenti di medicina, appartenenti ad
Avanguardia Operaia, gruppo di sinistra estrema. Giovani come lui, della Milano
bene appartenenti alla borghesia, la classe che loro tanto detestavano, che per
noia trascorrevano il loro tempo provocando e spaccando teste.
Fu preso alle
spalle, in inferiorità numerica, colpito con lucida intenzione da chiavi inglesi
sulla testa in modo tale da spaccargli il cranio. Agirono nella più totale
indifferenza, nessuno osò aiutare quel ragazzo , tutti si affrettarono a serrare
le persiane, nonostante ancora lottasse esanime a terra.
Fu colpito anche da
quest´ultima infamie. I suoi aguzzini guadagnarono il "prestigio" di aver tolto
di mezzo un altro "fascista", la gente lo etichettò come un altro scalmanato e
violento in meno come quasi fosse morto durante una manifestazione o uno scontro
armato, morto per degli stupidi ideali. La sua anima volle disperatamente
rimanere attaccata a quel giovane corpo, che aveva ancora molto da vivere, da
imparare e da scoprire ma dopo 40 giorni di agonia, la fiamma che ardeva il suo
cuore si spense in un giorno di primavera di 30 anni fa. Al suo funerale parenti
ed amici e quei "folli" del Fronte della Gioventù, la sua mamma addolorata in
una compostezza piena di rabbia, tutt´ intorno solo indifferenza ed omertà,
forse la paura di ritorsioni e di schierarsi, ma più probabilmente la
macchinazione di qualcuno di far passare tutto questo e mantenere lo status quo.
I suoi aguzzini, vagano tuttora liberi e apparentemente senza rimorsi di alcun
genere, tutti scarcerati. Giustizia è stata fatta, complimenti a quella
magistratura faziosa ed inefficiente.
Questo è solo un capitolo di anni
violenti, oggi ancora alla ricerca di verità. Molteplici furono gli assassini,
tanti la fecero franca ma spero vivamente che il ricordo di storie come queste,
siano d´aiuto nel comprendere che è nobile lottare per un ideale o un fine, ma
l´importante è rimanere sereni con la propria coscienza e di portare la
discussioni sui giusti binari anche se gli altri dicono fesserie, perché la
violenza genera altra violenza ed odio in una spirale vorticosa senza fine.
Pietro DELL´OLIO
AZIONE GIOVANI BISCEGLIE
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