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Meno tasse, famiglia, sicurezza: ecco il programma del PdL


Ammetto che iniziavo a preoccuparmi. Ad un tratto sono iniziate a circolare insistenti voci che il PdL intendesse reclutare nani, ballerini, pupe, secchioni e fighette del Grande Fratello. Poi le smentite. È sembrato che Fini e Berlusconi iniziassero a farsi dettare l’agenda politica dal Grande Paraculo, ovvero Veltroni, e lì l’ansia iniziava a rodermi anche le pareti dello stomaco.
Oggi inizia a circolare la bozza, praticamente definitiva, del programma del Popolo delle Libertà. Perfetto. Un programma vero, linguaggio semplice, pochi punti e realizzabili. Qualcosa manca, come qualche dettaglio sulla giustizia. Ma la sostanza c’è ed è più che soddisfacente.
Dei punti da tradurre in disegni di legge, ci sono quelli già noti, come l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e quella a scaglioni dell’Irap, la detassazione degli straordinari, il nucleare, l’edilizia popolare; ma c’è anche il versamento dell’Iva solo a reale incasso avvenuto delle fatture, il rimborso Iva dovuto dallo Stato ai contribuenti in tre soli mesi e non ad anni di distanza, la riforma del basso degli “studi di settore”. Il cinque per mille viene introdotto come fondamento della sussidarietà, uscendo dal tetto annuale fissato dal governo Prodi nelle finanziarie.
Sulla sicurezza un maggiore impegno al contrasto dei “reati diffusi” (furti in appartamento, furti d’auto, spaccio di droga, etc) attraverso una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, il ritorno alla Bossi-Fini per il contrasto all’immigrazione clandestina e il no ad ogni indulto.
La famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sarà il centro privilegiato di un nuovo rapporto fiscale, basato sul criterio del “quoziente familiare”. Verrà reintrodotto e potenziato il “bonus bebè”.
Per i giovani garanzie pubbliche per i prestiti d’onore, bonus locazione per gli affitti, assistenza ai giovani disoccupati e credito di imposta per chi assume ragazzi e precari.
Molte le misure per superare la questione meridionale, come il ritorno della Banca del Sud.
La sanità: meno tempo nelle liste d’attesa, maggiore trasparenza e meno politica nelle nomine.
Infine, un maggiore impegno per fare in modo che la scuola migliori seguendo criteri meritocratici, attraverso l’attuazione concreta dell’articolo 34 della Costituzione.
Tanta buona volontà, non c’è che dire. Non si prevedono miracoli, ma impegni concreti. Auguri.

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