IN NOME DELL''IDENTITA': TRIESTE ITALIANA!
Un breve documento di Azione Giovani Como sul cinquantesimo
anniversario del ritorno di Trieste all'Italia.
Sono passati cinquant’anni dal quel lontano 26 ottobre 1954 che
vide l’ingresso delle truppe italiane a Trieste, la fine dell’occupazione
angloamericana della città e la risoluzione (non staremo qui a giudicare se
sommaria e meno) della “questione adriatica” scatenatasi dopo la fine della
seconda guerra mondiale, ma le cui radici sono molto più profonde.
Spesso
all’interno della nostra area politica parliamo di Identità..quale miglior
esempio di rivendicazione d’Identità di quella portata avanti da Triestini,
Dalmati, Fiumani e Istriani in quegli anni difficili per le sorti di quelle
terre.
La guerra è finita. Trieste è “liberata” dall’esercito comunista
slavo comandato da Tito ed iniziano giorni di repressione, non solo contro chi
era stato fascista, ma contro l’italiano in quanto tale. Non si facevano
differenze tra fascisti o antifascisti, eri italiano..tanto bastava..(insomma il
ragionamento era paragonabile a quello dei terroristi odierni, sei
occidentale..tanto basta) il tutto avvallato dal Partito Comunista Italiano che,
per ordine di Togliatti, invitava la popolazione ad “accogliere le truppe di
Tito come liberatrici”.
Nel 1947 il confine orientale della nostra penisola
non era italiano, ma era diviso e posto sotto l’occupazione militare degli
angloamericani (zona A comprendete Trieste) e dei comunisti tititni (Zona B
comprendente Capo d’Istria).
Non voglio fare un racconto di quello che
successe, ma vorrei cercare di immaginare quello che un abitante di Trieste
poteva sentire nel suo cuore vivendo quegli anni tragici.
L’esercito
americano aveva lasciato l’Italia, ma era rimasto a Trieste dove stabiliva il
bello ed il cattivo tempo impedendo ogni tipo di manifestazione d’Italianità.
Gli scontri del 1953, infatti, scoppiarono perché la polizia militare americana
aveva fatto rimuovere il Tricolore esposto sul Municipio dal Sindaco in
occasione dell’anniversario dell’ingresso delle truppe italiane a Trieste nel
1918. Quest’atteggiamento provocò il malcontento della popolazione, poiché
andava contro la dichiarazione nella quale gli “alleati” si impegnavano a fare
ogni cosa per il passaggio della zona A all’Italia.
Se fossi stato un giovane
triestino dell’epoca mi sarei sentito tradito nel profondo. Da una parte avrei
visto cosa potevano fare le truppe “liberatrici” titine (campi di
concentramento, rastrellamenti, sevizie, foibe….), dall’altra avrei potuto
costatare che non ci si poteva fidare della parola angloamericana, il tutto
accompagnato dalla visione di una nazione, l’Italia, che non faceva troppe
pressioni agli “alleati” affinché fosse risolta la questione adriatica. Tenendo
conto di questo tragico panorama penso che anche io, come i molti ragazzi
triestini, nel novembre del 53 sarei sceso in piazza..
I giovani, infatti,
ebbero un ruolo fondamentale nella vicenda. Ragazzi, studenti liceali e
universitari (non è la prima volta che sono queste categorie a fornire prova di
attaccamento all’identità italiana, mostrando ancora una volta il loro ruolo di
avanguardia) si riversano nelle strade a manifestare affinché Trieste tornasse
italiana..la risposta delle autorità angloamericane fu sancita a colpi di
cariche, di profanazioni di chiese, di omicidi..e questo fa mobilitare tutta la
città.
Tre giorni di moti..sei morti per l’Italia. Caduti in nome
dell’Identità, di quel qualcosa che ognuno di noi sente dentro di se, che lo
rende diverso dal resto del mondo, ma lo rende fratello da chi si riconosce in
una Bandiera, in un passato comune. È un sentimento che va oltre alla fede
politica, ma che troppo volte è dimenticato, o meglio, fatto tacere.
Come è
successo per questi sei triestini, che non ebbero nessun riconoscimento, nessuna
medaglia, nessun onore ..se non quello di essere ricordati tra coloro che si
batterono per l’Italianità di Trieste. E grazie al loro sacrificio, finalmente
qualche cosa cambia, e un anno dopo i moti di Trieste la città torna sotto il
tricolore. Era il 26 ottobre 1954.
Fabio Butti
- Login o registrati per inviare commenti