OLIMPIADI DELLA LIBERTA' A PERUGIA


Si e' conclusa nel migliore dei modi la 2 giorni perugina pro Tibet organizzata dal Circolo: una conclusione "bagnata" non solo dalla pioggia, ma anche da tanta amicizia e solidarieta' di tutte le persone che hanno partecipato alla partita e di chi, nonostante il tempo, stava negli spalti a guardare.

Un particolare GRAZIE va al dirigente Nazionale Marco Perissa che fin da subito ha accettato di patecipare alla nostra partita di solidarieta' con gli amici tibetani e si e' mostrato molto piu' che un degno dirigente politico (come noi lo conoscevamo prima), ma un amico di tutti e per tutti. Non si e' risparmiato su nulla. Grazie ancora Marco.

Poi vogliamo ringraziare tutti i nostri amici tibetani dell'associazione "Students for free Tibet" e dell'"associazione donne tibetane"che hanno affrontato ore e ore di treno pur di giocare con noi alla partita "Libere olimpiadi in Libero Tibet" nell'ambito della campagna nazionale lanciata da Azione Giovani "Olimpiadi della liberta'". E' stato bello anche ascoltare le loro esperienze di vita, da esiliati, da persone che ogni giorno danno testimonianza del proprio popolo in ogni dove per sensibilizzare noi occidentali sul tema dei diritti umani inTibet.nGrazie al nostro amico Gelek che in questi giorni ci ha aiutato con la sua associazione a organizzare l'evento.

Grazie al dirigente nazionale "nostrano" Emanuele Prisco, che ancora una volta ci ha dato una mano per organizzare l'evento e che come sempresi e' dimostrato  sensibile alle nostre iniziative, che sono sempre al di sopra di ogni umano sforzo per l' organizzazione, ma che proprio per questo puntano a grandi obiettivi, grandi gare di solidarieta'. a grandi soddisfazioni e che diffondono sempre grandi sentimenti come pensiamo di averli diffusi oggi.

Per la cronaca, il team AG Italia ha battuto per 4 a 3 il Team Tibet, ma ci teniamo a sottolineare che ha vinto soprattutto la solidarieta'. 

E infine permettetemi di ringraziare i "miei ragazzi", i militanti del Circolo "Paolo Borsellino" che ancora una volta si sono dimostrati unici. Grazie ragazzi.

Sicuramente le medaglie e le targhe che abbiamo consegnato ai partecipanti non saranno l'unico ricordo per tutti noi: il piu' grande ricordo rimane nei cuori di tutti noi, tibetani e italiani, un ricordo nato dalla rinnovata solidarieta' tra popoli diversi e da una amicizia che e' nata in un campo di calcio.

Fatemi concludere con il grido che ha contraddistinto questa due giorni, una speranza, anzi un obiettivo: TIBET LIBERO !!