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PdL: siamo in ballo, e allora balliamo!


La bomba atomica sganciata sulla CdL pochi giorni fa, la creazione
(vera questa volta) del PdL ha scombussolato parecchie persone. Checchè
ne dica il Secolo d’Italia, in cui oggi si dipingeva una base tutta
felice e contenta, i mugugni all’interno di AN sono molti mentre
all’esterno sono decisamente meno. Questa svolta è quindi giusto
analizzarla da due punti di vista, quello dell’elettore medio e quello
del militante. Sono convinto che il Popolo del centrodestra sia, in
larga misura, una realtà. Certo, AN ha uno zoccolo duro che non ha mai
guardato con estrema simpatia al fenomeno Berlusconi ma la stragrande
maggioranza del’elettorato credo accolga questa novità, non certo
improvvisa, con favore. AN e FI non si sono sciolte, si è stipulato un
patto elettorale, ma ormai la strada è segnata e questo porterà due
partiti in definitiva molto simili (ma non certo uguali) a unirsi,
semplificando il quadro politico ben al di là della somma aritmetica
dei propri elettori. Ad ogni modo quello che penseranno gli elettori di
questa manovra sarà presto detto, basta attendere il 14 aprile.

Detto dell’esterno, rimane il punto di vista del militante.
Dispiace, c’e’ poco da dire, al simbolo e alla nostra identità ci siamo
affezionati e la paura di essere “assimilati” da Forza Italia è
presente un po’ in tutti, ma la prospettiva del partito unico era
chiara da almeno due anni, quindi nessun puo’ dirsi sorpreso. Certo, i
modi in cui si è arrivati a questo lasciano perplessi. Dopo “il
predellino” Fini ha attaccato Berlusconi come mai prima e il suo
gradimento fra la base è schizzato alle stelle, ora questo improvviso
dietro-front sconcerta, irrita e sorprende. A Udine sette giorni fa il
Presidente Fini chiamo’ a raccolta la base definendola come la vera
forza del partito. Aveva ragione e proprio per questo non è giusto che
la base non venga mai coinvolta nelle decisioni ma, al contrario, presa
a pesci in faccia, ed è accaduto ormai troppe volte. La decisione di
Fini, a mio avviso, è stata giusta nella sostanza (anzi addirittura
obbligata) ma sbagliata nei modi, chi fa vivere sul territorio un
partito merita rispetto.

Il problema fondamentale e’ pero’ un altro: sarà una annessione o
una fusione ? Le idee e i valori di AN saranno presenti nel PdL o no ?
Potremo dire la nostra o saremo solo invitati a una festa altrui ?
Questo e’ un capitolo ancora da scrivere. Spetterà a Fini e ai
colonnelli fare il grosso del lavoro, ci aspettiamo assemblee,
congressi, discussione e condivisione delle scelte. Ma spetterà ad ogni
singolo militante, tanto di AN quanto di AG, accettare la sfida.
Abbiamo di fronte a noi un bivio, una strada puo’ portare ad
abbandonare la politica attiva, ad andare in una formazione di estrema
destra o ad arrendersi prima della battaglia. L’altra strada porta al
confronto, porta alla sfida in campo aperto, porta alla lotta senza
quartiere a difesa dei nostri principi, questa strada puo’ permetterci
di portare tanta destra nel PdL. Questo cambiamento non deve essere
visto come un tradimento ma come una opportunità, facciamo parte di un
partito politico, non di un circolo culturale, non dobbiamo difendere
il simbolo ma quello che rappresenta. E’ una chiamata alle armi di
portata storica, credo addirittura superiore a Fiuggi, perchè il nostro
obiettivo è cambiare l’Italia e questo è il momento in cui possiamo
farlo. E’ una sfida che dobbiamo accettare senza paura, confrontandoci
con Forza Italia per imparare ed insegnare, è una sfida che dobbiamo
accettare proprio perchè non vogliamo tradire cio’ che siamo.

P.S.: L’ho sempre chiamato PdL perchè il nome di questo nuovo partito mi fa moderatamente schifo.

Alberto - http://www.azionegiovanipn.net

Dove andrò???

Mi chiedo dove andrò se si scioglie AN!

Che fine faremo noi di AG!Ci chiameremo i Ragazzi della libertà?Cosa rappresenteremo?L'ala giovanile di un partito che non esiste più?Io sono di destra e non mi vengano a dire che dobbiamo far sentire la destra nel pdl!Non possiamo farci sentire da noi nel nostro partito?Udc e Lega sono confederate e noi non possiamo?..veramente ancora l'UDC non si sa...!Comunque non voglio stare in una assemblea generale, voglio essere un uomo del mio partito, non una fettina di un altro partito!Allearsi con Berlusconi è una cosa...essere nel suo stesso hpartito da lui capeggiato è un'altra cosa!!!Come vedete amici...ho fatto molte domande in questo commento..ma non ho molte risposte..ho solo un senso di delusione e frustrazione..An non può e non deve svanire!Spero che non tutti accetteranno questa decisione e An possa continuare a vivere e a lottare per quei valori in cui noi crediamo!

 

Fini traditore? Non proprio...

ritratto di a.mola

Comprendo le preoccupazioni di chi è contrario al PdL. Ma non le ritengo condivisibili. Alleanza Nazionale nacque non solo con l'intento di rappresentare la destra in Italia, ma aveva l'ambizione di essere l'erede non solo del MSI ma di tutto il centrodestra. Poi vabbè arrivò Berlusconi che riunì in una sola coalizione ex dc, post missini e leghisti. Se mai si farà un partito unico sono felice di partecipare. La ritengo la sfida più importante che da militanti di Ag possiamo affrontare.

Per rispondere a dutre...io ballo!!!