Politica di zucchero?
3 novembre 2004 di Giorgia Meloni
Con questo articolo vorrei fungere da "grillo parlante" per
ricordare ai grandi giornali
di non mettere in secondo piano la questione
dello zucchero in europa; e da "punzeccola" nei
confronti dell'unione europea
e specialmente a quei paesi che vogliono a tutti i costi
far approvare una
riforma nel campo della politica agricola che penalizzerebbe di molto
l'
italia ma anche tutti i paesi che si affacciano nel bacino del
mediterraneo.
Ormai da molto, sui banchi di Strasburgo e di Bruxelles impazza
la questione relativa allo
zucchero questione che non metterei di certo in
secondo piano nelle grandi testate nazionali
perchè si rischia di perdere un
settore che per l'Italia rappresenta un bel cavallo da
traino
nell'agricoltura, pensate con l'applicazione di questa riforma che
ridurrebbe le produzioni
nazionali e taglierebbe di un terzo il prezzo di
sostegno al settore, in Italia
si rischierebbero di perdere 70000 posti di
lavoro; una cifra abnorme considerando
anche il fatto che la maggior parte di
questi posti si trovano nel meridione d'Italia penalizzando
quindi ancor di
più un meridione che ormai da troppo tempo non vede la luce, è l'agonia
senza
lo zucchero sarebbe ancora più amara. Ma perchè, (non voglio parlare da buon
meridionalista
attaccato alla sua terra ma parlo da italiano) queste proposte
vengono espresse dai paesi
del nord? Loro, sappiamo tutti che con la
produzione dello zucchero hanno ben poco a che fare
infatti producono molto
ma di molto meno rispetto all'Italia e a i paesi che sfociano nel grande
mare
mediterraneo. Il mio grido e di Azione Giovani e innanzitutto sperare che il
super
ministro Gianni Alemanno porti un altra vittoria per l'italia avallando
la tesi che da 40 anni
garantiscono il mantenimento dello zucchero nell'UE e
che finora ha retto bene senza danneggiare
nessun paese ma anzi aumentare la
libera concorrenza.
Ma seconda cosa e che siamo stufi che l'UE sia un
organismo di divieti di burocrazie di leggi
che blocchino sul nascere ogni
libera attività imprenditoriale ma specialmente lede il sacro
santo principio
di libera concorrenza fra i vari produttori. Pensate un pò secondo chi
favorevole
a questa riforma la parola d'ordine e competitività ma dobbiamo
rispiegare a questi signori
che cosa vuol dire libera concorrenza che vuol
dire tutt'altro e cioè la libera politica di concorrenza
consente a ogni
paese di specializzarsi nelle produzioni in cui ha costi
minori e quindi
avvantaggiando tutte le nazioni. In tal modo infatti tutti i beni vengono
prodotti
al minor costo possibile . Allora perchè in questo
mercato unico
e di libero scambio non viene applicato a dovere la vera politica ispirata alla
libertà
degli scambi . Ancora se verrà speriamo no, applicata questa riforma
avremo parlò
di UE un fabbisogno di zucchero secondo gli esperti molto alto
il che mi fa chiedere lo importeremo dalla Cina?
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