RICORDIAMO I CADUTI DI SALO'. AG Como chiede al sindaco un monumento
Azione Giovani ripropone l’idea di fare un monumento ai caduti della Repubblica
Sociale Italiana del comasco.
“Il dibattito che sta ora crescendo sulla
questione del monumento Terragni – dice Fabio Butti presidente provinciale di AG
- potrebbe forse portare a un ricordo apolitico e apartitico dei caduti della
Guerra Civile che investito il nostro paese dal 43 al 45 (e oltre).”
L’idea
di Azione Giovani è la costruzione di un monumento, magari al Cimitero
monumentale o in qualunque altra zona di Como, sul quale apporre i nomi dei 655
caduti della Repubblica Sociale del comasco.
“Dopo oramai 60 anni – continua
Butti - sarebbe ora che terminino le ostilità in nome della Pacificazione
Nazionale ed è giusto dare a tutti la possibilità di ricordare ufficialmente i
propri morti. Perché tutti i morti meritano rispetto.
“Sappiamo che questo è
un tema molto delicato e che può scatenare polemiche – dice Gabriele Tagliabue
vicepresidente della Federazione – ma siamo convinti che questo atto sarebbe una
svolta nel lungo processo di pacificazione nazionale che si tenta di raggiungere
da oramai 60 anni. Per sostenere la nostra idea stiamo preparando una serie di
iniziative.”
La proposta della Giovane Destra era stata formalizzata qualche
mese fa con una lettera (che alleghiamo) indirizzata a Sindaco e Presidente
della Provincia.
La lettera dello scorso agosto:
Egregio signor
Sindaco di Como
Egregio Presidente della Provincia di Como,
Azione
Giovani da sempre si batte per la così detta “Pacificazione Nazionale”, processo
che mira a far placare gli odi scatenati dalla guerra civile che sconvolse la
nostra Patria negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale e dalle
persecuzioni dell’immediato dopoguerra. Purtroppo dopo 59 anni questo processo
non ha ancora raggiunto il suo termine, arrestato dai troppi attriti presenti
ancora verso chi, secondo alcuni, fece una “scelta sbagliata”.
Ricordiamo
bene come anche il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, nel 2001, intervenne nella
questione della Pacificazione Nazionale con un riconoscimento di moralità alla
scelta del 1.200.000 di uomini e donne che aderirono alla Repubblica di
Mussolini. Il Capo dello Stato, difatti, in quell’occasione affermò: “Anche a
chi decise di combattere la guerra civile tra il 1943 e il 1945 dalla parte
della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini e non dalla parte della
Resistenza va riconosciuto il merito di aver voluto contribuire a tenere unita
la Patria”.
Siamo convinti che quanti scesero in campo per fondare la
Repubblica Sociale lo fecero, parafrasando le parole del Ministro Tremaglia, in
nome del principio dell'Onore e per evitare che l’Italia diventasse come la
Polonia sotto l'occupazione tedesca.
Non si può continuare a chiudere gli
occhi sapendo che anche nella nostra provincia molti aderirono alla Repubblica
Sociale e molti di questi, più di un migliaio, morirono in nome della Patria e
dell’Onore convinti della loro scelta.
Azione Giovani chiede, o meglio
propone, che ai caduti della RSI venga concesso la possibilità di essere
ricordati. Chiediamo infatti che venga trovata un’area nella quale deporre una
lapide, edificare un monumento, o che venga portata avanti un’altra iniziativa
che permetta che i caduti della RSI della Provincia Comasca di essere ricordati.
Sarebbe giusto, nei confronti dei caduti, dell’obiettività storica e nel
rispetto della Legge (la legge 9 gennaio 1951 n. 204 sulle onoranze ai caduti in
guerra, che prevede le onoranze per i caduti della RSI e tenendo presente che è
al vaglio una legge che riconosca lo status di “militari” a chi servì nelle
FF.AA. della Repubblica Sociale), che quest’area fosse ritagliata nella zona del
Tempio Voltiano dove sono già presenti i due monumenti dedicati alle vittime del
primo e ad una parte dei caduti del secondo conflitto mondiale.
Iniziative di
questo tipo sono già state portate avanti dal Comune di Milano, che ha dedicato
ai caduti della Repubblica Sociale il cosiddetto “Campo 10” e dalla Regione
Liguria che l’anno scorso ufficialmente per la prima volta nel nostro Paese, ha
deciso di mettere i morti della nostra guerra civile su un piano di
parità.
Pur sapendo che questo tema delicato possa originare polemiche, ma
sapendo altresì che per questo non ci si deve tirare indietro, ci auspichiamo
che Como si faccia promotrice di questo percorso contribuendo così, in maniera
seria e costruttiva, a mettere la parola fine al secondo dopoguerra italiano.
Azione Giovani
- Login o registrati per inviare commenti