sale operatorie l'ennesima passerella
Sala operatoria, l’ennesima passerella?
Dovrebbe essere una giornata quasi storica. A distanza di oltre un anno dalla sua chiusura, per le strade della cittadina sono state affisse decine di manifesti che annunciano l’inaugurazione della sala operatoria. Chi parteciperà alla cerimonia assisterà quindi al solito tripudio di coccarde, ai fuochi d’artificio ed alle consuete passerelle politiche. In altri termini, tutti loderanno tutti in un susseguirsi di pacche sulle spalle ed ammiccamenti con i quali si cercherà di far credere agli ignari cittadini che sia stato raggiunto un importante traguardo. Ma la festa durerà poco, sarà per pochi e lascerà presto il posto alla cruda realtà di una sanità locale in lenta ed inesorabile agonia. Con ogni probabilità fin da domani avremo un’inaugurazione in più ed un servizio in meno. Tutti sanno che per funzionare una sala operatoria necessità di chirurghi, anestesisti, infermieri, insomma di quel personale di cui allo stato non c’è traccia nell’ospedale di Serra. Non sarebbe stato forse più saggio, nel corso degli oltre dodici mesi di chiusura, operare per reperire il personale sanitario necessario? Probabilmente si, ma evidentemente per una sanità politicizzata e trasformata in carrozzone clientelare e meglio continuare a gettare fumo negli occhi dei poveri utenti. Che allo stato la chirurgia sia nell’impossibilità tecnico organizzativa di operare a pochi importa. La situazione, poi, non migliora certo negli altri reparti. Basti pensare a ostetricia ginecologia, un reparto ormai diventato un ingiallito ricordo del passato. Di tanto in tanto sfidando apertamente il senso del ridicolo qualcuno continua a garantire che “presto riaprirà” ed anche qui viene da chiedersi, con quale personale? Intanto, mentre le alchimie politiche usano la sanità per acquisire e consolidare consenso, piuttosto che per erogare servizi, alla gente sembra di essere ritornata indietro di un trentennio, a quando per partorire era necessario cimentarsi in lunghe corse in auto in direzione di Catanzaro. Che dire poi della radiologia che ha visto perdere un primario, per anni autentico fiore all’occhiello, senza che nessuno abbia battuto ciglio? Intanto che le prestazioni siano diminuite, che i tempi di attesa siano aumentati, che il personale infermieristico sia quasi sparito a nessuno sembra interessare. La situazione non migliora a medicina e cardiologia, reparti che continuano ad operare solamente in virtù della buona volontà del poco personale medico rimasto. Nella più assoluta indifferenza per le reali condizioni della sanità, oggi però si festeggerà come si festeggiò e si strumentalizzò politicamente l’acquisto di una tac, necessaria a sostituire un’apparecchiatura esistente da anni. Lo scetticismo è d’obbligo, lo impone la storia recente fatta di tanti proclami e pochi fatti. In molti ricordano ancora i toni trionfali con i quali venne salutato l’arrivo di una seconda autoambulanza, sparita dopo pochi giorni. Come dimenticare, poi, il set cinematografico allestito in occasione dell’inaugurazione del servizio di endoscopia mai entrato in funzione. Evidentemente per qualcuno l’importante è inaugurare, tagliare nastri ed essere protagonista sul giornale. Che poi la sanità, quella reale, fatta di risposte quotidiane, di prestazione ed interventi sia assolutamente insufficiente pare importare veramente a pochi.
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