Silvio fa marketing e tattica ma manca la visione del futuro


Premesso che la dizione “partito del popolo” mi fa inorridire, la recente mossa del Cav. mi ha lasciato perplesso.
Chi scrive è un fan del Berlusconi ‘94 version. Ed anche la sua ultima uscita - un nuovo partito, forse un partito nuovo - conferma che il Cav. è un genio. Dopo la “botta” della mancata spallata, in men che non si dica il Cav. è ritornato vincente. In un giorno si è ripreso la libertà d’azione per rimodellare la sua creatura, spazzando via la nomenklatura forzista (in effetti meglio MVB di Bondi). Il Cav. è ritornato al centro delle cronache politiche, la sua faccia è sulla copertina dei fogli politici. Uso questo linguaggio non a caso, dato che quella di Berlusconi è una grande operazione di marketing. Nulla di più.
Criticavamo Grillo per le sue proteste contro la Casta senza proposta, se vogliamo essere coerenti dobbiamo criticare il Cav. per la sua filippica contro i parrucconi, ma senza una proposta per il futuro dell’Italia.
Berlusconi vuole il sistema elettorale tedesco per piazzare il proprio partito al centro del Parlamento e divenire in tal modo determinante: una sorta di Casini con il 30%, insomma.
Con il sistema tedesco Berlusconi pensa di fare a meno dei partitini ed alleati, ma sbaglia di grosso: a) il regolamento parlamentare, il fondo per l’editoria, il rimborso elettorale - questioni di soldi… - sono i veri incentivi alla proliferazione dei partiti(ni); b) il Capo del Governo italiano non ha poteri tali da intimorire i partners di coalizione; c) con il sistema tedesco - metà maggioritario, metà proporzionale - per formare il Governo ci vuole o poco più del 40-45% o bisogna allearsi con qualcuno.
A ciò va aggiunto che “il proporzionale puro ma con sbarramento” fa ridere e non combacia con il modello tedesco: il Cav. non ha le idee chiare, se non il chiodo fisso di riprendersi la scena e mandare a quel paese i Fini ed i Casini (cognomi o sostantivi, fate voi…).
Ma la mossa di Berlusconi mette nell’angolo anche Prodi: con il sistema tedesco Pdci, Verdi, Udeur et similia si ribelleranno. Senza una riforma approvata dal Parlamento si va al referendum e Mastella già ha detto che farebbe cadere Prodi pur di evitare un sistema che introdurrebbe il bipartitismo in Italia.
Dulcis in fundo, AN e Fini: la mossa di Berlusconi mette in difficoltà l’immobilismo del mio partito. Sulla legge elettorale abbiamo una posizione debole: “basta che non si metta in discussione il bipolarismo”. Poca roba. Sulle altre proposte scontiamo un po’ di timidezza e di confusione (vedasi questione tasse&welfare). Logico che in questo quadro il Cav. tenda a travolgerci con il suo attivismo. Serve uno scatto d’orgoglio, facce nuove (magari!), idee chiare ed un senso di missione nel nostro agire politico. Quel senso di missione che manca a tutta la politica italiana, impantanata come è nell’inciucio perenne dei palazzi romani.