Tre cose di destra che faremo a Gennaio


TRE COSE DI DESTRA CHE FAREMO A GENNAIO

“Un chilo e
mezzo di cocaina pura, pari a circa 10.442 dosi droganti, non indica di per se
un quantitativo ingente di droga…” (Sesta Sezione Penale della Corte di
Cassazione, sentenza 49085/04 gennaio 2005)
Il 20 gennaio, Don Pierino
Gelmini compirà 80 anni. Lo festeggeremo ad Amelia, in Umbria, la sede centrale
della Comunità Incontro, presenti a centinaia in Italia e nel mondo, capaci di
offrire salvezza e protezione a tanti giovani colpiti dal dramma della droga e
dell’emarginazione. Certamente non ci sarà da celebrare l’assurda sentenza della
Corte di Cassazione, che ha definito non ingente la quantità di droga che
consentirebbe lo spaccio di oltre 10.000 dosi di cocaina. Saremo insieme a tanti
altri con Don Gelmini, in questo mese di gennaio che avrà tante scadenze che in
termini di valori indicano il percorso di una vita e di una politica. La lotta
alla droga, la solidarietà, la cultura della prevenzione e del recupero, la
difesa di valori fondamentali, trovano in Don Gelmini uno dei simboli
fondamentali del nostro tempo.
I suoi 80 anni sono pieni di gesti eroici,
rappresentano un esempio per tutti quanti noi. E questo suo compleanno cade in
una fase di impegno ulteriore, la discussione di una nuova legge per combattere
le tossicodipendenze, presentata dal governo e voluta soprattutto da Alleanza
nazionale. Parleremo anche di questo in occasione del suo compleanno, ma
parleremo soprattutto di lui. Di un uomo che regala tanta generosità, che in
Thailandia, come in Spagna, che in qualsiasi contrada dell’Italia o dell’Europa,
sa tendere la mano a chi soffre, sa ridare speranza a tante famiglie, strappa
alla disperazione del pericolo e della morte tanti giovani.
Per noi di destra
la lotta alla droga per la vita è sempre stato un impegno prioritario.

“Ucciso Calabresi, il maggior responsabile dell’assassinio Pinelli… un
atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia”. (Dal
quotidiano “Lotta Continua” del 18 maggio 1972).

Il 26 gennaio, alle ore
11.00, all’Auditorium del Parco della Musica a Roma, presenteremo un francobollo
dedicato a Luigi Calabresi, con Pisanu, Letta, Vespa, e il Presidente delle
Poste Cardi, ricorderemo il Commissario alla presenza dei suoi familiari. Sarà
proiettato un filmato a cura della Rai. Ancora una volta le istituzioni
renderanno omaggio a un eroe del nostro tempo.
Calabresi, prima di essere
freddato dai killer di Lotta Continua sotto la sua abitazione milanese, era già
stato condannato da diversi anni da tutti quei giornali che, mentendo, lo
avevano accusato di essere responsabile della mente dell’anarchico Pinelli,
avvenuta nel 1969 nella Questura di Milano.
Calabresi fu linciato, insultato,
perseguitato. Molti giornali, giornalisti e intellettuali della sinistra
italiana lo attaccarono con articoli e appelli vergognosi. Quei nomi sono
scritti in un prezioso volumetto, “L’eschimo in redazione”, di Michele
Brambilla. Un libro che raccoglie le menzogne e i tanti insulti che in quegli
anni giornalisti, tuttora molto celebri e affermati, sottoscrissero. Bisogna
leggerlo, quel testo, ricordare quei nomi e quelle bugie. Troppi parteciparono
al massacro di Calabresi. Chi oggi invoca amnistie, per altro non richieste, per
chi è stato condannato per quell’omicidio, sappia che le istituzioni autentiche
stanno dalla parte delle vittime della criminalità e del terrorismo. Dalla parte
di Luigi Calabresi, che con questo francobollo, ancora una volta ricorderemo e
onoreremo. Una scelta che ho personalmente, fortemente voluto come gesto
simbolico da celebrare con tanta gente all’Auditorium di Roma.

“Foiba,
dolina con sottosuolo cavernoso. Indica particolarmente le fosse del Carso,
nelle quali, durante la guerra del ‘40/’45, furono gettati i corpi delle vittime
della rappresaglia nazista”. (Dal vocabolario della Lingua parlata in Italia,
curato da Salinari).
“Foiba, fossa comune per occultare i cadaveri di vittime
di eventi bellici”. (Dal Nuovo dizionario, di Tullio De Mauro).

Il 10
febbraio del 2005, per la prima volta, sarà celebrata la Giornata della memoria
in ricordo degli italiani cacciati, in un clima di violenza e di massacro,
dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia ed in ricordo dei migliaia e migliaia di
italiani sterminati nelle foibe sul confine orientale. La legge è stata voluta
da un larghissimo schieramento parlamentare, ma è merito soprattutto della ferma
volontà di un deputato di Alleanza nazionale, Roberto Menia. Un autentico
patriota che ha voluto con forza questo gesto di riparazione che il Parlamento
ha condiviso e che finalmente ricolloca nella memoria collettiva pagine di
storia troppo a lungo rimosse. La vergogna di qui volumi (un paio dei quali
abbiamo succitato) capaci di cancellare la rività, di consacrare la menzogna,
non è stata ancora cancellata.
Ma la Giornata della memoria è stata
istituita, e anche la televisione pubblica, la Rai, e di questo sono
particolarmente lieto ed orgoglioso, renderà onore a tutte quelle vittime
dimenticate, con uno sceneggiato che andrà in onda all’inizio di febbraio, in
due puntate, “Il cuore nel pozzo”. Ma chi vorrà vedere per primo questo
sceneggiato potrà essere con noi il 28 gennaio, a Roma, dove sarà presentato in
anteprima. Sarà un altro momento per ricordare e celebrare e per farlo
finalmente non nel chiuso di una sezione di partito, ma nel nome delle
Istituzioni della Repubblica Italiana, della televisione pubblica e del
Ministero delle Comunicazioni.

Ho voluto ricordare questi tre
appuntamenti di gennaio, apparentemente non dedicati a temi collegati tra loro.
La lotta alla droga che ha in Don Gelmini un simbolo; l’omaggio a un martire
della legalità come Luigi Calabresi, il ricordo degli italiani trucidati nelle
foibe, sono eventi, personaggi, situazioni diversi tra loro. Ma sono parte
fondamentale del percorso della destra. Quali sono i valori in cui noi crediamo?
Quelli della vita, che si contrappongono all’autodistruzione della droga; quelli
della sicurezza e della legalità, che si contrappongono alla violenza
prevaricatrice dell’odio e del terrorismo; quelli della memoria e dell’identità
nazionale, che nelle vittime delle foibe, e nella tragedia dell’esodo, hanno un
riferimento fondamentale. Ecco cosa vuol dire essere di destra e dare un senso
al nostro stare al governo. Da uomini delle istituzioni, ricordare valori,
esempi e storie che altri hanno negato. Sono importanti i comuni, gli
emendamenti, che nella Finanziaria e nelle altre leggi discutiamo. Ma è
importante, stando al governo, fare soprattutto queste cose, gesti e iniziative
che abbiamo voluto per indicare all’Italia esempi, storie e valori.

Maurizio Gasparri