Una scheda puntata alla tempia
E’ impossibile non mettere in relazione quello che sta accadendo in
queste ore con il referendum sulla legge elettorale. Quando Fini
schiero’ AN per la raccolta delle firme pronuncio’ una frase che ora
ritorna alla memoria: “questo referendum è una pistola puntata alla
tempia del Governo Prodi”. I fatti sembrano avergli dato ragione, a
meno di incredibili salvataggi ed equilibrismi, questo esecutivo sta
affondando sotto i colpi dei piccoli, a partire da Mastella, che ha
aperto la crisi, ma anche degli altri cespugli che, almeno dalle prime
dichiarazioni, stanno parlando con una voce sola: elezioni anticipate.
Da Casini alla Palermi chiedono tutti il ritorno alle urne, anche con
questa legge, per evitare di essere spazzati via dal referendum. E’
troppo presto per altre considerazioni, ma per ora sembra che Fini sia
stato lungimirante e che la vera spallata sia stata questo referendum.
La maggioranza politica di 158 senatori Prodi non la vede nemmeno con
un binocolo, quindi è solo questione di giorni prima che la palla passi
a Napolitano, e li vedremo se si comporterà come Scalfaro. Ma se non si
tornerà alle urne sarà la morte della politica, i cittadini giustamente
perderanno qualsiasi fiducia gli sia rimasta nelle istituzioni. Anche
perchè, ricordiamolo, Prodi era stato scelto da milioni di italiani
attraverso le primarie, quindi un governo sotto la guida di Marini o
Dini sarebbe doppiamente illegittimo. La priorità adesso è ricostruire
la CdL attorno a pochi ma chiari punti programmatici e restituire
all’Italia un governo degno di tal nome.
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- blog di Alberto.Locatelli
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